Perché dopo la perdita anche la casa sembra soffrire?

Perché dopo la perdita anche la casa sembra soffrire?

Ti sei accorto che, dopo la perdita, anche la tua casa sembra soffrire?

Forse una stanza è diventata difficile da attraversare, un angolo preparato ti appare estraneo o alcuni oggetti sembrano custodire tutto ciò che avevi immaginato. La casa non prova dolore come una persona, ma attraverso spazi e cose può restituirti le tracce dell’attesa e dell’assenza.

È da qui che parte la psicologia dell’abitare: dallo studio del legame che costruiamo con i luoghi in cui viviamo.

La casa, infatti, accoglie abitudini, relazioni, desideri e immagini del futuro. Dopo la morte di un bambino in gravidanza, ciò che era stato preparato per accoglierlo può diventare la testimonianza dolorosa di una vita attesa.

La psicologia dell’abitare aiuta a riconoscere che il disagio provocato dalla casa non è eccessivo né irrazionale: dopo la perdita, gli ambienti possono evocare tristezza, rabbia, smarrimento o un senso di sospensione.

Evitare una stanza o, al contrario, sentire il bisogno di entrarvi spesso sono modi possibili di confrontarsi con il lutto e dare un nome a queste reazioni permette di accoglierle senza giudizio e di comprendere che anche il rapporto con la casa può avere bisogno di tempo.

Non esiste una soluzione valida per tutti: alcune persone desiderano modificare subito gli ambienti; altre hanno bisogno di lasciarli invariati per mesi.

La casa può sostenere l’elaborazione quando consente scelte graduali e reversibili: chiudere temporaneamente una porta, spostare alcuni oggetti, creare un contenitore dei ricordi o chiedere a una persona fidata di occuparsi di ciò che appare insostenibile.

L’obiettivo non è cancellare le tracce del bambino, ma trovare una forma abitabile per il legame e per l’assenza. Quando la sofferenza diventa pervasiva o blocca a lungo la vita quotidiana, il supporto di un professionista esperto di lutto perinatale può accompagnare questo percorso con rispetto.

Perché dopo la perdita anche la casa sembra soffrire?, a cura della dott.ssa Francesca Basile – psicologa.

Commenta