San Valentino tra le macerie

San Valentino tra le macerie

San Valentino è probabilmente l’ultima cosa a cui volete pensare. Mentre il mondo fuori si riempie di cuori e promesse leggere, la vostra casa custodisce un silenzio pesante.

La perdita del vostro bambino è una tragedia reale che vi ha trasformati. Non siete più le stesse persone di prima, e va bene così.

In questa giornata, non serve “festeggiare”: serve proteggersi.

Riconoscersi nel buio

Il primo atto d’amore oggi è smettere di cercare di “tornare come prima”.

Gli altri — amici, parenti, a volte persino il personale sanitario — potrebbero spingervi verso una normalità che non vi appartiene più. C’è chi vorrebbe vedervi sorridere “perché la vita continua”, trattando la vostra perdita come un evento da archiviare in fretta.

Difendete il vostro essere genitori: che lo siate stati per settimane o per mesi, quel legame è l’inizio di una storia che merita di essere onorata, non cancellata.

Cosa potete fare di “buono” per voi oggi?

Create un “perimetro di sicurezza”

Se la pressione esterna è troppa, spegnete i telefoni. Non dovete essere “sociali” o “grati” per la vita se oggi sentite solo l’assenza.

Validare l’invisibile

Date un nome a quello che provate. Spesso i papà si sentono ancora più invisibili, relegati a “spettatori” di un dolore medico. Dirsi a vicenda: “Ti vedo, so che anche a te manca nostro figlio”, è il regalo più grande.

Un piccolo gesto per il vostro bambino

Accendete una candela, scrivete una parola, piantate un seme. Portate quel figlio dentro la vostra coppia, non lasciatelo fuori per timore di ferirvi. Il dolore condiviso è meno tagliente di quello vissuto in solitudine.

Amarsi tra le macerie significa accettare di essere fragili insieme. Significa capire che oggi l’amore ha il volto della pazienza.

San Valentino tra le macerie

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