Lo shock iniziale: quando il tempo si ferma

Lo shock iniziale: quando il tempo si ferma

Esiste un istante, nella vita di un genitore che affronta il lutto perinatale, in cui la realtà si spacca. Può essere il silenzio durante un’ecografia di controllo, una frase sussurrata in sala parto, o una telefonata improvvisa. In quell’esatto momento, accade qualcosa di paradossale: mentre l’orologio sul muro continua a scandire i secondi, il tempo interno si ferma bruscamente.

È lo shock iniziale, una terra di mezzo fatta di nebbia e incredulità.

L’effetto “bolla”: il mondo fuori, tu dentro

La sensazione più comune riportata dai genitori è quella di vivere sotto una campana di vetro. Vedi le persone muoversi, senti le macchine passare sotto casa, osservi il ciclo delle stagioni che prosegue indisturbato, ma nulla sembra più toccarti. Il mondo esterno appare come un film proiettato a velocità doppia, mentre tu sei rimasto incagliato in quell’unico frame in cui tutto è cambiato.

Questo stato di dissociazione è spesso accompagnato da una sensazione di irrealtà. Ti sembra di vivere un incubo dal quale, sei certa o certo, tra poco ti sveglierai.

Perché mi sento così? La biologia della protezione

Spesso i genitori si spaventano della propria reazione. “Perché non riesco a piangere?”, “Perché mi sento così lucido e distaccato?”, o al contrario, “Perché non riesco a ricordare cosa mi hanno detto i medici?”.

La risposta risiede nel nostro istinto di sopravvivenza. Lo shock è un meccanismo di difesa arcaico: quando il dolore emotivo è troppo violento per essere processato tutto in una volta, il cervello alza uno scudo.

  • L’intorpidimento: Serve a dosare la sofferenza, permettendoti di gestire le incombenze pratiche immediate.
  • La nebbia cognitiva: Serve a isolarti da stimoli esterni che in quel momento non saresti in grado di reggere.

Non è mancanza di amore, né freddezza. È la tua mente che ti sta proteggendo dal collasso.

Non esiste un modo “giusto” di reagire

Nella nostra cultura ci aspettiamo che il dolore si manifesti sempre con lacrime dirompenti o disperazione visibile. Ma lo shock ha mille volti:

  1. Il volto della calma apparente: Persone che sembrano gestire tutto con estrema efficienza, per poi crollare settimane dopo.
  2. Il volto dell’apatia: Una stanchezza paralizzante che rende difficile persino alzarsi dal letto o rispondere a un messaggio.
  3. Il volto dello smarrimento: Continuare a ripetere le stesse domande, non riuscendo a fissare le informazioni.

Ogni reazione è valida.

Come attraversare la nebbia

Se ti trovi in questa fase, l’unico suggerimento possibile è quello di non forzare nulla. Non costringerti a “sentire” se non senti, e non scusarti per il tuo silenzio.

Il tempo ricomincerà a scorrere, ma lo farà con un ritmo nuovo, molto lento. In questi primi giorni, l’unico obiettivo è respirare e lasciarsi esistere, sapendo che questa bolla non durerà per sempre, ma che ora è il tuo rifugio necessario.


Siamo qui per te. Se senti che il tempo si è fermato e hai bisogno di un luogo dove il tuo silenzio venga compreso, esplora le altre risorse su Luttoperinatale.life. Non sei sola/o in questa nebbia.

Lo shock iniziale: quando il tempo si ferma

a cura di Erika Zerbini, co-founder di Luttoperinatale.life

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