Hai paura di un negativo, di un positivo, di entrambi.
C’è il momento in cui decidi di comprare un test di gravidanza. Forse eviti la farmacia di prima. Forse entri in fretta, senza guardare negli occhi nessuno.
Oppure non c’è nessun test da comprare. C’è un foglio di carta, un prelievo, un numero da aspettare. Il valore di beta hCG che sale — o non sale abbastanza. Un numerino su un foglio bianco che ti dice quello che ancora non sai se vuoi sapere.
C’è il momento in cui lo tieni in mano, ancora chiuso — che sia un test o un referto. E già lì hai paura — ma di cosa, esattamente? Di un negativo. Di un positivo. Di entrambi.
Poi aspetti. Quei minuti, quelle ore, o forse quei giorni. E la mente non è ancora pronta a sapere.
Quando compare la seconda linea, o quel numero che conferma la gravidanza — arrivano tutte insieme: la gioia, la paura, le lacrime, oppure niente.
Un positivo che una volta significava solo felicità, adesso significa felicità e terrore. Significa speranza e memoria. Significa: ricominciamo — con tutto quello che quella parola porta con sé.
Forse hai pianto. Forse non hai sentito niente, e ti sei spaventata di non sentire niente. Forse lo hai detto subito a qualcuno. Forse non lo hai detto a nessuno per settimane o mesi.
Non c’è un modo giusto o migliore per accogliere questa notizia.
Portare consapevolezza e attenzione alle tue emozioni e ai tuoi sentimenti, è già un atto da mamma. Qui inizia il tuo nuovo viaggio di nascita.
Hai paura di un negativo, di un positivo, di entrambi.
A cura di Carmen Innocenti, psicologa perinatale