Non metterti nei miei panni

Non metterti nei miei panni

Non metterti nei miei panni, per favore.
Sono i miei, adatti a me, proprio su misura.
A te starebbero larghi o stretti, lunghi o corti: insomma, starebbero male.
Potresti sentirtici scomoda/o a disagio, comunque fuori posto.

Non pensare che indossando le mie scarpe, saresti in grado di solcare il mio cammino.

Sono le mie, adatte a me, proprio su misura per la mia strada.
A te starebbero larghe o strette, lunghe o corte: insomma, starebbero male.
Potresti starci scomoda/o, potresti ritenere che io sia sulla strada sbagliata e invece sei solo tu nelle mie scarpe.

Non dirmi cosa faresti al posto mio.

Solo io posso stare al posto mio… non so proprio cosa farei al posto tuo! Per giunta coi tuoi vestiti scomodi e le tue scarpe inadatte.
Se hai due buone orecchie, è di quelle che approfitterei volentieri.
Regalami il tuo tempo e il tuo ascolto.

Chiedimi com’è stare dentro i miei panni, chiedimi com’è camminare con le mie scarpe.

Poi in silenzio ascolta le mie parole. Le mie parole. Non quelle che non dico, che se non le dico forse non le penso nemmeno. Forse sono solo frutto della tua immaginazione.

Non interpretarmi: togliti dai miei panni, dalle mie scarpe, dalla mia vita, da me.

Stai fuori, ascoltami, guardami, sentimi…
Stammi vicino, tienimi per mano, dammi il coraggio che mi pare d’aver perduto, ricordami che la speranza dipende da me, abbi fiducia in me, asciuga le mie lacrime, sorridi con me, desidera il mio bene.

Non giudicarmi.

Non giudicarmi per quei panni che non sono i tuoi, per quelle scarpe che non sono le tue, per quelle parole che non ho mai detto, per questa mia vita che potrà anche trasformarsi in qualcosa di meglio, ma solo a patto che resti la mia, su misura per me.

Puoi aiutarmi, solo se riconosci la differenza fra te e me.

Puoi aiutarmi se, come me, pensi che nella differenza ci sia la nostra più grande ricchezza

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