Scrittura espressiva e lutto perinatale

La scrittura espressiva non è da confondere con la scrittura creativa: non si tratta di una pratica che insegna a diventare scrittori, piuttosto si tratta di una tecnica che agevola l’espressione degli eventi della propria vita legati ad emozioni dirompenti

Scrivere aiuta a mantenere la bussola psicologica sempre correttamente orientata. Scrivere può essere un modo economico, semplice, sebbene a volte doloroso, di mantenerci in salute.

J. Pennebaker, J. Smyth

Sono ormai molti gli studi scientifici che dimostrano come la scrittura abbia un potere benefico per la salute.

Perché scrivere può aiutare ad elaborare un lutto perinatale?

La morte di un figlio è un trauma, una vera e propria ferita dell’anima.

Può risultare complesso spiegare a se stessi cosa sia accaduto: il cervello ha bisogno di tempo per integrare tutte le informazioni legate a questo evento. I pensieri possono affollare la mente in un susseguirsi caotico, rendendo faticoso mettere a fuoco i molteplici aspetti con cui è necessario fare i conti, sia sul piano pratico che emotivo.

Il linguaggio è la forma espressiva che permette di semplificare l’esperienza vissuta.

Non è raro che le persone in lutto perinatale sentano la necessità di condividere il proprio vissuto quanto più possibile: nel raccontare gli eventi e le emozioni, il caos nella mente viene processato. Le parole definiscono più chiaramente la forma e la natura di quel caos; non più prigioniero della mente, è a poco a poco ceduto all’esterno. Quando parliamo, la nostra voce non è udita solo da chi ci sta ascoltando, anche le nostre orecchie sono in ascolto. Ecco che attraverso l’ascolto della nostra storia, la mente può prendere confidenza con gli eventi che l’hanno ferita così profondamente.

Le esperienze traumatiche hanno bisogno di essere raccontate, quando ciò non avviene, è possibile che si generino stress o malattie.

Raccontare di sé è fondamentale per agevolare l’elaborazione del lutto perinatale e scrivere è un modo di raccontare.

Nell’azione di scrivere, il cervello deve necessariamente rallentare il susseguirsi dei pensieri: deve prendersi il tempo di trasformarli in parole e dare il tempo alla mano che tiene la penna di imprimerli sul foglio.

Scrivere agevola una certa organizzazione dei pensieri: «All’inizio è accaduto che… poi è successo, infine…» Poter dare una struttura alla propria storia, è utile per mettere a fuoco passaggi sfuggiti e trovarne di nuovi, insomma, permette di riflettere sull’accaduto e a cercare un senso.

Scrivendo si tende a divenire progressivamente più presenti alla propria storia e più consapevoli di nuovi significati anche emozionali.

Scrivere aiuta ad avvicinare alla risoluzione: un evento che non trovava parole, senso e posto nella propria realtà, può essere immagazzinato e integrato, così la mente può finalmente smettere di rimuginarci sopra.

In breve, scrivere ha un potere catartico, permette di:

  • semplificare l’esperienza attraverso il linguaggio;
  • offrire all’esperienza una struttura;
  • prendere confidenza con l’esperienza;
  • immagazzinare la memoria dell’esperienza e la sua importanza;
  • integrare l’esperienza nel proprio vissuto;
  • dare significato all’esperienza;
  • rallentare i processi mentali;
  • cambiare la prospettiva;
  • comprendere meglio l’esperienza e se stessi.

Per sperimentare la scrittura espressiva non è necessario avere particolari doti: bastano un foglio, una penna e un luogo tranquillo in cui potersi raccogliere per un po’.

La scrittura espressiva può essere particolarmente utile per chi non ha intorno persone capaci o disposte ad accogliere il proprio racconto, purtroppo accade molto spesso di sentirsi soli e alieni, reduci da un’esperienza incompresa, sminuita o negata come di sovente è quella della morte di un figlio in epoca pre o perinatale.

Scrivere di eventi ed emozioni dolorose, può rendere tristi, tuttavia la tristezza tenderà a scomparire nel giro di qualche ora.
In ogni caso, se lo scrivere dovesse angosciare troppo, suggerisco di smettere.

La scrittura espressiva può essere utile a qualcuno, inutile o addirittura indigesta per qualcun altro: siamo tutti diversi, dunque non esistono strade universali dall’esito certo e soddisfacente.

Io scrivo da sempre, di tutto, soprattutto delle mie esperienze traumatiche, pertanto ho sperimentato in prima persona i benefici dello scrivere.

Sulla base della mia esperienza di scrittura, di lutto perinatale e dello studio delle tecniche di scrittura espressiva, ho ideato un percorso guidato a tappe.

Se desideri ulteriori informazioni e/o desideri sperimentarti con la scrittura espressiva, scrivi a luttoperinatale.life@gmail.com

La scrittura espressiva è una tecnica di scrittura essenziale che aiuta le persone a comprendere e a gestire i disordini emotivi della loro vita.

J. Pennebaker, J. Smyth

N.B. Il percorso guidato di scrittura espressiva per facilitare l’elaborazione del lutto perinatale NON È una pratica psicologica o terapeutica.

 

Commenta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: