Il lutto perinatale in Germania


Ho conosciuto Erika e Mirella Ballarin, (Presidente dell’Associazione Stare Bene Insieme) lo scorso anno ad Alessandria, al Convegno organizzato dalla stessa Mirella, sul lutto perinatale, e ci siamo subito capite. Sono bastate poche parole per entrare in contatto pur sapendo poco o niente delle nostre rispettive vite.

L’argomento che ci ha unito è stato il lutto perinatale.

A questo punto sembrerebbe ovvio pensare che io sia una donna che abbia vissuto un’esperienza di questo genere o che abbia avuto amiche, sorelle o colleghe che si siano trovate in questa situazione. E invece no, o almeno nessuno me ne ha mai parlato e sì che io di persone ne incontro molte ed entro anche facilmente in relazione.

Per capire che esiste il lutto perinatale sono dovuta andare in Germania.

Lì sono più aperti su questi temi, probabilmente per motivi culturali e sociali e se ne parla di più.

Durante un corso di formazione per il sostegno durante l’elaborazione del lutto, il direttore dell’istituto che ci ospitava, un centro di “Cultura del Lutto”, dove si organizzano funerali creativi e tante attività a sostegno del lutto, durante un suo intervento ci raccontò di come aveva iniziato l’attività dando uno spazio alle donne che avevo subìto una perdita durante la gravidanza o subito dopo.

Da lì mi si è aperto un mondo.

Avevo sempre considerato la perdita di di questa tipo come un qualcosa di “medico” non come un qualcosa che necessitava della stessa attenzione di qualsiasi altra morte, sia per il bambino/a in questione che per la madre e che per il padre e gli altri familiari.

Quando mi è stato chiesto di portare al Convegno di Alessandria questa mia esperienza, mi sono documentata maggiormente su quali siano effettivamente le procedure e la situazione giuridica in Germania sul tema.

Ho scoperto che in Germania il Parlamento tedesco ha approvato nel maggio 2013 una norma importante secondo la quale è possibile dare legalmente un nome anche a quei bambini non nati di peso inferiore ai 500 grammi.

Questi bambini vengono chiamati “Sternenkinder”, cioè bambini delle stelle ed hanno diritto ad un nome iscritto presso l’anagrafe civile e la sepoltura. Inoltre, questa disposizione legislativa ha valore retroattivo: ciò significa che a tutti i genitori sarà concessa la facoltà di assegnare un nome al proprio figlio nato morto, esibendo il relativo certificato, anche se la morte è avvenuta anni prima.

Ovviamente questa legge apre molte possibilità per chi perde un bambino.

Dare un nome, conservare dei ricordi, poter fare un funerale, avere un luogo dove il bambino o la bambina può essere collocato, sono cose importantissime, che, pur non togliendo il dolore della perdita, possono però favorirne l’accettazione e il superamento.

Nella seconda parte vorrei entrare più in dettaglio sui rituali di addio in Germania ed altri aspetti collegati a questo tipo di lutto con la speranza che il confronto ci porti nuove idee ed ispirazione.

 Paola Mazzali, Operatrice Shiatsu


Informazioni su Erika Zerbini

Erika Zerbini, nata a Genova il 28 febbraio 1976, mamma, autrice e facilitatrice di "Funamboli", Gruppo AMA dedicato ai genitori in lutto perinatale, presso "E.O. Ospegali Galliera" (GE). Pubblicazioni: Questione di biglie (Eidon Edizioni), Professione MAMMA (Eidon Edizioni), Nato vivo (YCP), Insieme, l'albo illustrato sul lutto perinatale (YCP), Sembrava una promessa - Racconto (YCP), Chiamami Mamma (YCP). Fondatrice del blog Professionemamma.net

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